Le patologie della Tiroide nei Bambini

Oramai è risaputo che una larga percentuale di italiani soffrono di patologie tiroidee. Se solo prendiamo in considerazione i casi di tumore possiamo osservare che negli ultimi anni sono aumentati di oltre il 200% e allo stesso modo le malattie autoimmuni si sono moltiplicate. Questi dati devono sicuramente farci riflettere.

Ed in questo quadro come collocare il rapporto bambini / tiroide?
Di solito le malattie tiroidee vengono diagnosticate non in tenera età, anche perché possono presentare sintomi che spesso vengono attribuiti alla crescita, all’adolescenza oppure a periodi di stress scolastico. Infatti si stima che un bambino su tre riceve la diagnosi corretta con un ritardo di 1 / 2 anni. Un gap da colmare affinando la capacità di fare diagnosi differenziale. Anche perché stanchezza, sonnolenza, ipersonnia, bradicardia o tachicardia, irritabilità e disturbi dell’umore sono i segnali delle più comuni malattie della tiroide che colpiscono i giovanissimi, soprattutto le bambine, intorno alla seconda infanzia, verso i 12 anni, complice anche lo sviluppo della maturazione sessuale.

L’adolescenza e la tiroide

Il momento più delicato per le patologie della tiroide è l’adolescenza quando alla ghiandola tiroidea si richiede un 30 per cento in più della propria attività, anche a causa dello sviluppo degli ormoni sessuali estrogeni e testosterone.
In quel periodo è possibile osservare un rallentamento nella crescita della statura o delle alterazioni del ciclo mestruale che possono essere attribuite alla giovane età. In presenza di sintomi anche sfumati è opportuno un semplice dosaggio ormonale da effettuare su un campione di sangue. Le due patologie tiroidee più frequenti sono la tiroidite di Hashimoto, disturbo su base autoimmune che consiste nella formazione di anticorpi contro la tiroide, e forme cliniche che vedono l’insorgenza di ipotiroidismo (e in alcuni casi si può manifestare con ipertiroidismo). Disturbi da non sottovalutare e che si presentano frequentemente insieme a patologie come il diabete di tipo 1 e la celiachia.

Terapie per ipotiroidismo e ipertiroidismo

La terapia dell’ipotiroidismo consiste in una supplementazione di ormone di facile somministrazione, mentre per le forme di iperfunzione della tiroide si ricorre a farmaci anti-tiroidei come il ‘metimazolo’. Rimane comunque sempre opportuno aumentare la dose di iodio attraverso il consumo di sale iodato.

Disturbi congeniti

I disturbi congeniti si manifestano solitamente alla nascita dei bambini. Qui lo screening neonatale di massa ha portato al completo controllo di questi disturbi che in passato determinavano conseguenze sia sullo sviluppo cognitivo e mentale sia sulla statura. L’ipotiroidismo congenito interessa circa un neonato ogni 1000 bambini e può avere diverse cause: dall’assenza della tiroide, causata da uno scorretto sviluppo della ghiandola in epoca fetale, all’anomala localizzazione della tiroide. Caso che può verificarsi perché durante la gravidanza la tiroide nasce nell’angolo mandibolare e intorno al 6°-7° mese di gestazione migra nella sua sede definitiva.
Altra causa di problemi congeniti è rappresentata dai difetti di produzione degli ormoni tiroidei a causa di alterazioni enzimatiche.

In Italia lo screening su tutta la popolazione neonatale è in vigore dai primi anni ’70 e dal 1976 esiste un Registro nazionale presso l’Istituto superiore di sanità che ha permesso di conoscere l’esatta epidemiologa del fenomeno: su circa 500mila bambini nati in Italia ogni anno, circa 300 ricevono diagnosi di patologie congenite alla nascita e vengono trattati tempestivamente entro due settimane. L’inizio del trattamento (somministrazione di levotiroxina) permette uno sviluppo normale di questi bambini anche se sono necessari controlli periodici: mensili per i primi 12 mesi di età e successivamente ogni 3-6 mesi allo scopo di dosare correttamente la terapia.

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